Copertina guida su cosa portare in Lapponia in inverno a Rovaniemi

Quando si organizza un viaggio in Lapponia, prima o poi arriva la domanda che mette un po’ in crisi tutti:

ma cosa devo mettere in valigia per non gelare? 🥶❄️

Quando abbiamo iniziato a preparare il nostro viaggio a Rovaniemi, era una delle cose che ci preoccupava di più. Non siamo abituati a vivere a temperature così rigide e, soprattutto, non avevamo mai affrontato un viaggio nel Grande Nord: neve, escursioni all’aperto, tante ore fuori casa e serate trascorse ad aspettare l’aurora boreale.

Quanti strati servono davvero? Quali scarpe scegliere? Servono davvero tutti quei vestiti che ci vengono in mente quando pensiamo alla Lapponia? E soprattutto: cosa è indispensabile e cosa rischia soltanto di occupare spazio in valigia?

Dopo aver preparato la nostra valigia e aver affrontato anche temperature di -24 °C, possiamo finalmente rispondere a queste domande raccontandoti cosa ha funzionato davvero per noi.

Se stai ancora organizzando il viaggio, prima di pensare alla valigia ti consigliamo di dare un’occhiata al nostro racconto completo della Lapponia Finlandese, dove ti raccontiamo il nostro viaggio a Rovaniemi, le escursioni che abbiamo fatto e tutte le esperienze che abbiamo vissuto.

Se invece hai già letto il nostro viaggio e ora sei alle prese con la valigia, sei nel posto giusto.

In questo articolo ti raccontiamo cosa abbiamo portato noi, cosa ci è stato davvero utile e cosa avremmo potuto tranquillamente lasciare a casa.

E alla fine dell’articolo abbiamo preparato anche una piccola sorpresa. ❤️

Potrai richiedere gratuitamente la nostra checklist della valigia per la Lapponia in PDF, da stampare e tenere accanto alla valigia durante i preparativi, così da poter spuntare tutto quello che hai già sistemato e partire con un dubbio in meno.

❄️ In breve: cosa serve davvero in Lapponia?

Il segreto non è avere tantissimi vestiti, ma vestirsi a strati.

Per noi sono stati fondamentali una buona base termica, uno strato caldo intermedio e un ultimo strato capace di proteggerci da vento e neve. A questo abbiamo aggiunto scarpe adatte alle temperature previste, calze calde, guanti, cappello e alcuni piccoli accessori che si sono rivelati molto più utili del previsto.

Ma andiamo con ordine e vediamo cosa abbiamo messo davvero nelle nostre valigie.

Prima di tutto: quanto spazio serve per un viaggio in Lapponia?

Partiamo da una questione molto pratica, che secondo noi viene spesso sottovalutata: lo spazio in valigia.

L’abbigliamento invernale è inevitabilmente più ingombrante rispetto a quello che porteremmo per un normale viaggio. Bisogna tenerne conto soprattutto per le scarpe da neve che occupano parecchio spazio, soprattutto con numeri più grandi.

Noi avevamo una valigia da stiva, un bagaglio a mano e uno zaino a testa e siamo stati molto comodi.

Anzi, avere abbastanza spazio ci ha permesso di sistemare tutto senza dover comprimere ogni cosa o giocare a Tetris ogni volta che dovevamo chiudere la valigia.

Il nostro consiglio, quindi, è di controllare bene cosa comprende la tariffa del vostro volo.

Molti voli includono già la valigia da stiva e, considerando quanto può essere voluminoso l’abbigliamento invernale, è una comodità da non sottovalutare.

Come vestirsi in Lapponia: la regola degli strati

La cosa più importante che abbiamo imparato durante il viaggio è che non serve indossare un numero infinito di vestiti.

Serve vestirsi bene.

Quando siamo partiti, pensavamo che per affrontare temperature così basse avremmo dovuto praticamente imbottirci di vestiti dalla testa ai piedi. In realtà, una volta arrivati a Rovaniemi, abbiamo capito che la differenza la fanno soprattutto gli strati scelti bene.

Le temperature che abbiamo trovato normalmente erano intorno ai -12/-15 °C, con una notte in cui siamo arrivati a -24 °C. Eppure, nella maggior parte delle situazioni, siamo riusciti a stare bene proprio grazie al modo in cui eravamo vestiti.

Il principio è abbastanza semplice:

uno strato a contatto con la pelle che mantenga il calore, uno strato intermedio caldo e uno strato esterno che protegga da vento, neve e umidità.

Naturalmente non tutte le giornate e non tutte le attività sono uguali. Una passeggiata è diversa da un’escursione in motoslitta e aspettare l’aurora boreale per un’ora è molto diverso dal camminare nella neve.

Ed è proprio questa una delle cose che abbiamo imparato durante il viaggio: non conta soltanto quanti gradi ci sono, ma anche cosa farete e per quanto tempo rimarrete all’aperto.

Parte inferiore

Per la parte inferiore, la nostra combinazione era piuttosto semplice

Come primo strato utilizzavamo dei leggings termici, sopra mettevamo una tuta o un pantalone caldo in pile e, come ultimo strato, dei pantaloni da neve impermeabili e resistenti al vento.

Lo strato esterno è stato particolarmente importante.

Non serviva soltanto a proteggerci dal freddo, ma anche da neve e umidità. Perché si sa, in Lapponia le occasioni per sedersi, inginocchiarsi o praticamente tuffarsi nella neve non mancheranno ☃️

Avere pantaloni impermeabili ci ha permesso di vivere queste situazioni molto più tranquillamente, senza preoccuparci continuamente di bagnarci.

Abbiamo trovato molto comodo anche poter togliere facilmente lo strato esterno quando entravamo al chiuso.

Nei ristoranti, nei negozi, negli alloggi e negli altri ambienti interni la temperatura è infatti piacevole e continuare a stare completamente coperti non è proprio il massimo.

Insomma, camminerete sulla neve, salirete e scenderete da slitte e motoslitte, vi fermerete a fare fotografie e probabilmente vi ritroverete anche a passare un po’ di tempo seduti o inginocchiati nella neve.

Pensate soprattutto a stare caldi e comodi: non è proprio il viaggio in cui, secondo noi, vale la pena sacrificare la comodità per un outfit perfetto.

Parte superiore

Anche per la parte superiore abbiamo seguito la stessa regola degli strati.

Come base, una buona maglia termica è stata fondamentale.

Io avevo portato anche alcune maglie a collo alto da mettere sotto il pile, ma devo essere sincera: non le ho utilizzate sempre.

Personalmente non amo sentirmi troppo “imbottita” e, una volta trovato il giusto equilibrio, mi sono resa conto che preferivo avere meno strati, ma scelti bene.

Lo strato intermedio era generalmente un pile caldo, mentre la parte che per me ha fatto davvero la differenza è stata la giacca.

Abbiamo scelto un parka lungo, che ho trovato estremamente pratico soprattutto per la lunghezza, le tasche interne e il cappuccio.

Anche i polsini stretti si sono rivelati molto utili, perché impedivano a neve e aria fredda di infilarsi facilmente dalle maniche.

Il mio era indicato per temperature fino a circa -25 °C e, durante le passeggiate, sono stata molto bene.

Una cosa che abbiamo imparato, però, è che la temperatura dichiarata su un capo non dovrebbe essere l’unico criterio di scelta.

Bisogna considerare anche il vento, quanto tempo passerete all’aperto e soprattutto quanto vi muoverete.

Per una passeggiata di un’ora è una cosa.

Per stare fermi a osservare l’aurora boreale è un’altra.

Le scarpe da neve

Se c’è un acquisto sul quale, tornando indietro, investirei qualcosa in più, sono proprio le scarpe.

Devono essere impermeabili, adatte alla neve, avere una buona suola che permetta di avere presa sul terreno e, possibilmente, essere abbastanza alte da proteggere la caviglia.

Ma soprattutto devono essere realmente adatte alle temperature che andrete ad affrontare.

Io ho scelto un modello un po’ più economico, indicato per temperature fino a circa -18 °C.

Durante le passeggiate non ho avuto particolari problemi, ma il discorso è cambiato quando abbiamo iniziato a trascorrere molto tempo all’aperto, soprattutto di notte e durante le escursioni.

La situazione in cui me ne sono resa conto più chiaramente è stata durante l’escursione in motoslitta.

Io ero seduta dietro e, naturalmente, mi muovevo pochissimo. Il vento freddo arrivava continuamente e i piedi, praticamente immobili, hanno iniziato a raffreddarsi sempre di più.

Quindi se state scegliendo il modello da portare in Lapponia, guardate bene la temperatura di utilizzo dichiarata e considerate soprattutto il tipo di attività che farete.

Una scarpa può andare benissimo durante una passeggiata e risultare insufficiente dopo ore trascorse praticamente fermi al freddo.

Le calze

Con le calze siamo partiti un po’ troppo motivati 😅

Ne abbiamo acquistate di lana, termiche, più spesse, più sottili… insomma, abbiamo praticamente voluto provare ogni possibilità perché non sapevamo ancora quale combinazione sarebbe stata davvero quella giusta.

Dopo il viaggio abbiamo capito che non serviva esagerare.

La soluzione che per noi ha funzionato meglio è stata una buona calza termica alta come primo strato, con sopra una calza di lana. A seconda della temperatura e di quanto soffrite il freddo, potreste avere bisogno di una combinazione diversa, ma attenzione a non esagerare: troppe calze possono rendere la scarpa troppo stretta e finire per essere controproducenti.

Non dimenticate però che gli strati che mettete ai piedi incidono sulla misura delle scarpe.

Io porto normalmente il 36 e per la Lapponia ho scelto un 38 proprio per avere spazio sufficiente per le calze.


Accessori

Guanti

In un certo senso, la regola degli strati vale anche per le mani.

Come primo strato abbiamo utilizzato dei sottoguanti, mentre sopra indossavamo i guanti impermeabili da neve.

Una piccola cosa che abbiamo trovato davvero comoda è stata scegliere dei sottoguanti compatibili con il touchscreen.

Durante una giornata normale userete continuamente il telefono: per fare una foto, controllare una mappa, leggere un messaggio, avviare la fotocamera… E dover togliere ogni volta i guanti perché il telefono non riconosce il tocco non è proprio il massimo quando fuori ci sono diversi gradi sotto zero. 😂

I guanti da neve li abbiamo utilizzati soprattutto durante le escursioni. Sono stati utili e caldi, anche se personalmente li ho trovati un po’ rigidi per l’uso quotidiano.

Avevamo portato anche dei guanti in pile, che si sono rivelati molto comodi nelle situazioni in cui non avevo bisogno dei guanti da neve.

Quando potevo farne a meno, infatti, preferivo tenere le mani con i sottoguanti oppure con i guantini in pile, soprattutto quando eravamo in giro per Rovaniemi e avevo bisogno di utilizzare spesso il telefono.


Cappello

Per il cappello non c’è molto da dire: un buon cappello caldo che copra bene anche le orecchie è fondamentale.

Non serve portarne diversi.

Noi ne abbiamo utilizzato uno caldo e pratico e, per tutto il viaggio, è stato più che sufficiente.


Il nostro piccolo trucco contro il freddo: scaldamani e scaldapiedi autoriscaldanti

Se c’è una cosa che consiglio davvero di mettere in valigia, sono i cuscinetti autoriscaldanti.

Sono quei piccoli scaldini che, una volta aperta la confezione e lasciati a contatto con l’aria, iniziano a sviluppare calore e rimangono caldi per diverse ore.

Noi li utilizzavamo soprattutto nelle tasche del parka e durante le escursioni ne avevamo sempre qualcuno di ricambio.

Sono stati una vera salvezza, soprattutto nei momenti in cui sapevamo che saremmo rimasti fermi a lungo.

L’unica attenzione è non metterli direttamente a contatto con la pelle per periodi prolungati: possono diventare molto caldi e rischiate di irritare o ustionare la pelle.

Per il resto, sono piccoli, leggeri e occupano pochissimo spazio.

Per noi sono stati uno degli acquisti più azzeccati di tutto il viaggio.

Cos’altro mettere in valigia

Beauty case: non dimenticate di proteggere la pelle dal freddo

Il freddo intenso mette alla prova anche la pelle, soprattutto quella del viso e delle labbra.

Nel nostro beauty case avevamo quindi un buon burrocacao e una crema viso molto idratante.

Abbiamo poi preparato una piccola trousse con le nostre medicine di emergenza, qualche cerotto e tutto quello che normalmente portiamo con noi quando partiamo.

Niente di particolarmente elaborato: semplicemente quel piccolo kit che è sempre meglio avere a disposizione.


Costume da bagno: sì, mettetelo in valigia!

Questa è forse una delle cose che meno assocereste a un viaggio in Lapponia a gennaio…

E invece il costume non dimenticatelo. 😂

Noi abbiamo fatto una spa e ci sono anche esperienze che prevedono sauna e, per chi se la sente, il famoso bagno nell’acqua gelida.

Insomma, tra una giornata sulla neve e una serata al caldo, il costume potrebbe tornarvi decisamente utile.

E considerando quanto poco spazio occupa, secondo noi vale assolutamente la pena infilarlo in valigia.


E per dormire?

Gli alloggi erano ben riscaldati e la temperatura interna era piacevole, quindi per dormire mi sono trovata benissimo con un pigiama caldo in cotone e un paio di ciabatte.

Niente di tecnico, niente di particolare.

Se però avete intenzione di dormire in un hotel di ghiaccio, il discorso cambia: informatevi bene prima della partenza su come è organizzato il pernottamento e su quale equipaggiamento viene fornito dalla struttura.


Prima di comprare tutta l’attrezzatura, controllate cosa vi forniscono le escursioni

Questa è una cosa che secondo noi può farvi risparmiare sia spazio sia denaro.

A seconda dell’escursione, infatti, le agenzie possono fornire parte dell’abbigliamento e dell’attrezzatura necessaria.

Durante le nostre attività, in base al tipo di esperienza, ci sono state fornite tute termiche, caschi e altri equipaggiamenti.

Le tute intere sono state particolarmente comode perché si indossavano sopra i nostri vestiti e diventavano lo strato esterno perfetto per proteggerci da neve, vento e temperature molto rigide.

Per questo, prima di acquistare una tuta da neve o qualsiasi altra attrezzatura tecnica, controllate sempre cosa è compreso nell’escursione che avete prenotato.

Potreste scoprire di avere già a disposizione una parte importante dell’equipaggiamento.

Noi abbiamo fatto tutte le nostre escursioni con Safartica e ci siamo trovati bene anche da questo punto di vista: ci hanno fornito l’attrezzatura necessaria per le attività che avevamo prenotato.

Cosa portare durante le escursioni?

Durante le escursioni preferivamo avere con noi un piccolo zaino, che dividevamo in due, giusto per portare il necessario.

Dentro avevamo una borraccia termica, i documenti, qualche fazzoletto, gli scaldini di ricambio, la GoPro e i powerbank.

La borraccia termica si è rivelata molto utile perché con temperature così rigide è sicuramente più pratica di una borraccia normale.

Per il resto, vale davvero la regola del meno è, meglio è.

Durante le escursioni avere troppe cose da portarsi dietro diventa soltanto scomodo.

Telefono, GoPro e batterie: attenzione al freddo

Il freddo intenso e le batterie non vanno particolarmente d’accordo.

Noi abbiamo utilizzato soprattutto i telefoni per scattare fotografie e la GoPro per i video, cercando di non lasciare continuamente i dispositivi esposti alle temperature più basse.

La soluzione più semplice è stata sfruttare le tasche interne del parka, dove potevamo tenere al caldo telefoni e dispositivi.

Abbiamo portato con noi dei powerbank e, per la GoPro, abbiamo acquistato anche batterie adatte a resistere meglio alle temperature estreme.

In questo modo non abbiamo avuto particolari problemi con il telefono e siamo riusciti a immortalare senza troppi pensieri i momenti del viaggio.

E se volete fotografare l’aurora boreale?

Se durante il viaggio avete in programma di andare a caccia dell’aurora boreale e vi piacerebbe riuscire a fotografarla, c’è un accessorio che per noi è stato fondamentale:

il treppiede.

Di notte, per questo tipo di fotografie, avere il dispositivo completamente fermo fa davvero la differenza.

Dopotutto, se siete arrivati fino in Lapponia e avete la fortuna di vedere l’aurora, vorrete anche riuscire a portare a casa qualche bella fotografia. 🌌

Le cose che, dopo questo viaggio, non lasceremmo a casa

Se dovessimo rifare la valigia domani, ci sarebbero alcune cose che porteremmo senza pensarci due volte.

Una buona base termica, scarpe davvero adatte al freddo, pantaloni da neve impermeabili, un buon parka e guanti adatti sarebbero sicuramente tra le prime cose che metteremmo in valigia.

E poi ci sono quei piccoli oggetti che, prima di partire, sembravano quasi secondari e che invece durante il viaggio si sono rivelati preziosi: gli scaldini, il powerbank, la borraccia termica e il treppiede per fotografare l’aurora.

E sì, anche il costume da bagno. 😂

Perché dopo aver passato ore al freddo, una sauna o una spa sono decisamente una delle cose che non vorremmo più perderci.


A questo punto probabilmente avrai già iniziato a pensare a cosa mettere in valigia… ma, sappiamo benissimo che al momento di chiuderla arriverà comunque il dubbio:

“Ok, ma avrò preso tutto?” 🤔

Per questo abbiamo preparato una checklist della valigia per la Lapponia in PDF, pensata proprio per essere stampata e tenuta accanto alla valigia durante i preparativi.

Potrai spuntare ogni voce mentre sistemi le tue cose e controllare, una volta per tutte, di non aver dimenticato niente.

Checklist definitiva per la Lapponia ☃️

Piccoli indispensabili e tutto quello che si è rivelato davvero utile durante il nostro viaggio. Ecco la nostra checklist, scaricala gratis! 🧳

Ora non ti resta che preparare la valigia, controllare la checklist e partire! 🧳❄️

Questo articolo è stato creato con amore da Neni in Viaggio.

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